flumini nel mondo

lunedì 26 novembre 2007

Torri costiere



Le incursioni piratesche provenienti dalle coste nord africane interessarono gran parte del Mediterraneo per lunghi secoli raggiungendo una punta massima intorno al XVI – XVII secolo. L’Italia meridionale, la Sardegna e l’isola di Malta costituivano un avamposto strategicamente rilevante ed erano perciò i territori più esposti agli attacchi. Dal 1500 si intraprese la bastionatura delle principali città marittime dei regni di Napoli, di Sicilia e di Sardegna.
Il governatore di Alghero e comandante del Logudoro, dal Gennaio del 1572 all’Aprile dello stesso anno compì il periplo dell’isola secondo le istruzioni di sua Maestà Filippo II di Spagna. Nella relazione del suo viaggio, il Camos, fornì dettagliati rilievi sulle coste del Regno di Sardegna e sui rispettivi centri abitati, individuando i punti strategici dove posizionare le torri costiere.
La maggioranza delle torri, presenti lungo il litorale dell’isola, furono costruite alla fine del XVI secolo. Il primo progetto organico di difesa dalle incursioni del mare fu quello di Filippo II che, spinto da numerose suppliche dei sardi e dagli ammonimenti di governanti incaricò il Vicerè don Miguel de Moncada di fornire informazioni dettagliate sullo stato dell’isola.
Il progetto spagnolo prevedeva, oltre la dislocazione di punti strategici fortificati, anche reparti pronti ad intervenire ad ogni segnalazione ed una flotta per il controllo delle coste. Nel 1581 Filippo II istituì l’Amministrazione delle torri litoranee per organizzare e gestire il sistema difensivo costiero.
Di fatto la sua attività cominciò sei anni più tardi, nel 1587 con la legislazione relativa all’Amministrazione del diritto reale che si basava su 30 capitoli. (1)
Il successivo Regno Sardo Piemontese dei Savoia non modificò sostanzialmente l’apparato amministrativo e organizzativo della difesa costiera.
Le torri cominciarono a perdere la loro importanza e ad essere abbandonate dopo il 1800, quando le nuove artiglierie navali acquistarono una potenza di fuoco tale da neutralizzare facilmente le vecchie fortificazioni, molto spesso bisognose di notevoli interventi di restauro.
L’Amministrazione cessò definitivamente la sua attività il 17 settembre 1842.
Le torri principali vennero riutilizzate negli anni successivi ed alcune furono trasformate in fortini in conflitti più recenti.
Le torri presenti sul territorio di Flumini sono tre:
Foxi
Cala Regina
Sant’Andrea



(1) Giuseppe Mannu in Storia della Sardegna, libro decimo, tomo secondo, pag.147 riporta oltre i motivi che indussero Filippo a tale decisione, proteggere la navigazione e agevolare la pesca, specialmente quella dei tonni, anche il modo in cui si pensò di finanziare l'impresa e cioè mettere una gabella sul cacio, sulle lane e sovra i cuoj e coralli che si estraessero dall'isola, stimando che da tali tasse si potessero ricavare un gettito annuo di dodici mila ducati.

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