flumini nel mondo

giovedì 27 agosto 2009

Umberto Nobile

Nel Maggio scorso è stata commemorata a San Pietroburgo la storica impresa del dirigibile "Italia" comandata dal generale Umberto Nobile. A organizzare l'evento è stato l'Istituto Italiano di Cultura di San Pietroburgo insieme ad altre istituzioni e organizzazioni tra cui la rivista di Studi Storici " Il Saggio" presieduta dal direttore editoriale Giuseppe Barra.
Presenti alla commemorazione, svoltasi a bordo dello storico rompighiaccio Krasin che ha avuto un importante ruolo nelle prime operazioni di salvataggio del Generale Umberto Nobile e dei superstiti dello schianto sulla banchisa di ghiaccio del dirigibile Italia, il Prof. Schettino Nobile nipote del Generale e la nipote Silvana Fiorito.
La rivista Il Saggio, promotrice dell'evento, ha pubblicato nel numero di Luglio scorso due articoli che riportano la cronaca delle manifestazioni che si sono svolte a San Pietroburgo.
La storia di Umberto Nobile, della sua impresa al polo nord e della tragedia che si è abbattuta sulla spedizione in cui sono morti ben diciassette persone tra membri della spedizione e soccorritori è conosciuta, come sono conosciuti i dubbi che hanno accompagnato la vita di Umberto Nobile, in bilico tra l'essere considerato dal popolo e dai suoi cantori un eroe o un essere spregevole. Su di lui sono stati scritti libri e documenti tutti rintracciabili sul web per chi volesse documentarsi in proposito.
Certo è che a poche persone sono state riservate gli stessi encomi e le espressioni di gloria di quelle che, nel 1926, alla fine trionfale della prima spedizione in dirigibile, furono attribuite al Generale Nobile, ad Eboli, al ritorno della sua impresa.
Essendo figlio di ebolitani, dopo le altrettanto trionfali accoglienze a Roma e Napoli, il Generale venne invitato ad Eboli dove fu accolto la domenica del 15 Agosto 1926. Era stato il sindaco dell'epoca Vincenzo Carusi Abbamonte ad avvertire la cittadinanza del suo arrivo e, ad attenderlo con la città tutta erano gli zii, i cugini i compagni di scuola e tanti cartelli con su scritte poesie dettate dal poeta Felice Cuomo.

Te stringe nel palpito
d'innumeri cuori,
Con tutti i suoi fiori,
La nostra Città.
D'amore, di giubilo
Nel fervido coro,
Ti cinge l'alloro
Che eterno vivrà
I cartelli in suo onore per tutto il vialone che conduceva alla piazza recavano le seguenti parole di elogio: Eboli riabbraccia e incorona il Figlio trionfatore./Onore a te, Eroe dei Cieli Polari./Date cantici e serti al Conquistatore dell'Artica./Gloria a te,nobile figlio di Eboli./Inni e ghirlande al Colombo dei cieli./Viva il Magnifico Argonauta d'Italia./Fiori ed allori ad Umberto Nobile.Popolo di Eboli, inneggia al tuo figlio glorioso.
Dopo aver posto una corona d'alloro sul monumento dei cadutil gli venne consegnata una targa d'oro eseguita dal prof. Tomaselli che recava incise queste parole: A UMBERTO NOBILE- EBOLI MADRE-ROMA X APRILE-TELLER XIV MAGGIO MCMXXVI
Più tardi, giunti nel palazzo comunale, il Sindaco consegnò al Generale Nobile una pergamena commerativa con su scritto paroledettate da Felice Cuomo che così recitano:
Solo pochi anni dopo la carriera del Generale Nobile, che sembrava destinata a durare splendida in eterno, fu inesorabilmente distrutta.

lunedì 24 agosto 2009

Amici di Eboli


Da sinistra verso destra: Giuseppe Barra, Presidente del Centro Culturale Studi Storici " Il Saggio" di Eboli, nonchè direttore editoriale della rivista " Il Saggio", di ritorno dal viaggio in Russia, dove ha celebrato l'avventura del capitano Nobili e la sua famosa trasvolata con il dirigibile Italia; la sua preziosa collaboratrice e segretaria di redazione: Filomena Di Gennaro; Paolo Maccioni, proveniente da Cava de' Tirreni dove ha ritirato il premio Città di Cava de' Tirreni, Premio Internazionale di letteratura edita, in cui si è classificato terzo con il romanzo: Incendio nella Cattedrale. (Maggiori dettagli su http://www.maccionipaolo.blogspot.com)

giovedì 2 luglio 2009

"Recital" alla Biblioteca Comunale di Flumini

Nell'ambito delle manifestazioni culturali promosse dalla Biblioteca Comunale di Flumini, si è svolta ieri sera una serata promossa e presentata dalla responsabile della biblioteca stessa
dott.ssa Katia Cardia

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Nel corso della serata, alla lettura appassionata di un racconto scelto tra quelli pubblicati dalla scrittrice Paola Taboga di Sesto San Giovanni, interpretato con passione da Roberto Ingrosso, si è accompagnata la virtuosa chitarra di Daniele Carboni che si è esibito anche in un duetto con lo
stesso Ingrosso in cui questi ha cantato una vecchia canzone di Lucio Dalla.
La serata, molto apprezzata dal pubblico presente, ha rappresentato qualche cosa di nuovo per Flumini che, con le iniziative fin quì intraprese dalla biblioteca e con quelle che seguiranno, si propone come centro culturale a disposizione di tutti coloro che amano non solo la lettura ma in generale l'arte in tutte le sue espressioni.

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giovedì 11 giugno 2009

I giardini pubblici di Cagliari

" Era Domenica pomeriggio inoltrato e Chino attraversò l’enorme cancellata che delimitava il parco dei giardini pubblici dal resto del terrapieno. Fece come gli aveva detto Filippo Frigerio e arrivato a metà del suo percorso si fermò sotto un ultracentenario ficus, con i secolari rami puntellati.
Sedette su una panchina e si mise ad aspettare il Presidente.
Frigerio lo aveva convocato e gli aveva fissato appuntamento in quel luogo insospettabile, aperto alla gente, dove avrebbero potuto incontrarsi mimetizzandosi tra i visitatori.
Alcune mamme, poco distante, sul prato al sole, avevano disteso dei plaid su cui far giocare i loro bimbi. La splendida giornata invitava all’aperto.
Chino non aspettò a lungo. Dopo nemmeno un quarto d’ora d’attesa Frigerio spuntò. Sedette sulla stessa panchina mentre un leggero vento scarmigliava le loro capigliature. Folta e chiara quella di Chino, dai capelli morbidi e lisci, che coprivano le guance magre e incavate. Bruni e pettinati all’indietro, lisciati con qualche tenue gel, quelli di Frigerio." ( tratto dal romanzo di Paolo Maccioni " I segreti del Presidente")

Ricordo l'effetto di grandiosità che mi facevano i giardini pubblici quando avevo l'età di mio nipote: nove anni, e insieme anche di mistero, nell'osservare la parete rocciosa che si innalzava, come ancora oggi, in quel costone che andava a perdersi poi nella gola selvaggia allora assolutamente inaccessibile e vietata, perché portava fuori della vista di chi badava a noi.
C'è ancora il vecchio ficus che nell'immaginario infantile rappresentava il mondo delle favole: la foresta incantata in cui si potevano incontrare gnomi, mostri ma anche principi o personaggi famosi come il pirata guercio con la benda nera all'occhio, il piede di legno e l'uncino al posto di una mano.
All'antico ficus ora manca un puntello a sostegno di alcuni grossi rami cadenti ed è come un vecchio, improvvisamente ringiovanito per una potente cura a base di gerovital, al quale abbiano tolto l'indispensabile bastone diventato oramai inutile. La foresta si è diradata e i mostri sono scomparsi.


I fiori rallegrano l'ambiente, i prati sono pettinati, i sentieri curati. Passeggiare è gradevole, e in più l'occasione diventa ghiotta per visitare la Galleria Comunale d'Arte che al suo interno, prima di mostrarci le altre cose preziose presenti nelle sue sale, ci accoglie con una delle opere più famose dell'arte sarda di tutti i tempi " La madre dell'ucciso" di Francesco Ciusa.
Orari di apertura della Galleria Comunale d'Arte(chiuso il martedì)
invernale: 9,00 - 13,00 / 15,30 - 19,30
estivo: 9,00 - 13,00 / 17,00 - 21,00
prezzi biglietto d'ingresso intero € 6,00 ridotto € 2,60

venerdì 5 giugno 2009

Flumini pulita: sogno impossibile?

Flumini non ha un centro che si possa definire tale come succede invece per frazioni di altre città o paesi. Essendo il suo territorio una fascia che si distende lungo la costa dal margine rosso fino a cala regina ha in ogni borgata un suo piccolo centro, soprattutto in prossimità degli esercizi commerciali.
Tuttavia possiamo considerare Centro di Flumini quella zona in cui sono situate la chiesa, la farmacia, le poste, le scuole, la biblioteca comunale, la polizia estiva.

Le piazze e le vie che costituiscono questo centro sono brutte, ma soprattutto sporche. Per una località proiettata verso il turismo rappresentano esempi assolutamente negativi.

Si potrebbe però attenuare questo bruttume con un pò di buona volontà da parte del Comune di Quartu.

Basterebbe un netturbino (a Flumini non se ne conosce l'esistenza) per tenere pulite almeno queste piazze e vie centrali, un giardiniere per curare quelle poche aiuole sempre piene di rifiuti e, ogni tanto, anche un vigile a multare chi sporca.

Si potrebbe anche mettere al centro delle piazze una ciotola (magari indistruttibile come il granito) con qualche fiore e dei cestini per i rifiuti.
Bisognerebbe poi smetterla di giustificare la sporcizia di strade ed aiuole addossando sempre la colpa alla inciviltà degli abitanti. Questa vi è certamente, ma soprattutto è l'incuria da parte del Comune a farla da padrone.


La carenza di mezzi economici disponibili si comprende e si giustifica, la cattiva volontà no.
Davvero nel bilancio della terza città della Sardegna non c'è posto per realizzare queste poche cose?
Non occorrono promesse di grossi interventi che non si realizzano mai e quando si realizzano sono già obsoleti. Si prendano subito decisioni che costano poco o nulla ma che incidono sul miglioramento dell'ambiente degradato.


Una delle principali pregorative di ogni buon amministratore dovrebbe essere il decoro del suolo pubblico.

martedì 26 maggio 2009

"Incendio nella Cattedrale" a Flumini

Sarà presentato venerdì 29 maggio a Flumini, alle ore 18,00 presso la Biblioteca Circoscrizionale di Flumini, in via Mar Ligure, s.n., l'ultimo libro di Paolo Maccioni: "Incendio nella Cattedrale"

lunedì 25 maggio 2009

Gelsomino Casula

La rivista culturale Il Saggio, mensile di cultura del Centro Culturale Studi Storici - Eboli, ha dedicato la copertina del numero 158 del maggio 2009 all'artista sardo Gelsomino Casula.
Gelsomino Casula è uno scultore e pittore nato a Uta (CA) nel 1953. Vive nella Pianura del Sele, ad Altavilla Silentina, dove si è fermato da molti decenni e le sue opere si trovano a Salerno, a Castelnuovo di Conza, a Controne, a Battipaglia.


A Salerno, nel "museo" naturale del Parco del Mercatello, sono esposte dal 2005 opere che raccontano la natura, la vita, l'universo.
Ogni scultura è unica e irripetibile, nelle forme, nelle grandezze, nei materiali, e nel sentimento che il maestro infonde in ogni sua "creatura".

Lungo i viali del Parco del Mercatello è possibile ammirare sculture maestose che arrivano fino a tre metri di lunghezza (nel caso dei bassorilievi), a due metri di altezza (come i corpi di natura), fino ai piccoli volti di natura che sono sistemati nella serra, tra le piante grasse e piccole pietre.


" La sua passione per la scultura è
nata quando si è reso conto che la natura è
la cosa più importante. Così l’artista va in
giro per i paesi, cerca i suoi massi, i suoi
enormi monoliti, ciascuno dei quali parla il
linguaggio dei millenni, li scolpisce rendendo
così omaggio alla natura. La maggior
parte delle sue opere raffigurano dei volti
che sono contenitori di intelligenza."
(da: Piccole Voci - n° 2 - Gennaio 2007)