Il giorno 28 marzo 2012, si è svolta a Flumini, nella sala dell’Oratorio della chiesa di Santa Maria degli Angeli una serata dedicata ad Attilio Maccioni scomparso nel 1990.
 |
| Don Gianni mentre racconta le sue esperienze su Attilio Maccioni di fronte a un pubblico numeroso e attento. Alle sue spalle la foto di Attilio Maccioni. |
A volere questa cerimonia e a organizzarla è stato il figlio Paolo,
 |
| Paolo Maccioni |
coadiuvato dalla moglie Enrica Boy e da Stefania Adamu.
 |
| Enrica Boy, Paolo Maccioni, Stefania Adamu |
Chi era Attilio Maccioni?
Canzonetta ( da Il Barone scalzo)
(ma c’è di tutto nel nostro giorno)
La vita e fatta di piccole cose:
l'ira più grande cede all’amore,
l’amore è istinto, l'odio è vergogna,
ma c’è di tutto nel nostro giorno.
La giovinezza segue gl’istinti:
vengono le ore poi del dolore,
della vergogna, del pentimento .
e dei rimpianti, giorno per giorno.
Urla straziata d’ alta ferita
la terra o gode tempo di sole:
corrono i fiumi vola la vita
tra un riso e un pianto, giorno per giorno
Attilio Maccioni
Hanno ricordato con molta passione la sua figura di uomo, di medico e di poeta, oltre a Paolo Maccioni, molti intervenuti tra cui il Professor Giulio Solinas, e il giornalista e scrittore Lucio Spiga.
 |
| L'intervento di Giulio Solinas |
 |
L'intervento di Lucio Spiga
|
I libri di Attilio Maccioni:
1942
Acqua di fiume - Edizioni Sud Est, Cagliari
1945
In giardini terreni - Società Editrice Italiana, Cagliari
1950
Paradiso - Gastaldi, Milano
1951
Addio alle sorgenti - Gastaldi, Milano
1951
Lettere - Gallizzi Sassari
1955
La mia terra è un’isola - Cappelli, Rocco San Casciano (BO)
1958 Canto del corvo - Guanda, Parma
1962 Amargura - Rebellato, Padova
1968 Il barone scalzo - MAIR, Siena
1996 Cavalieri
di vento (postumo) A. Guiso Orosei
Nella serata sono state proiettate fotografie riguardanti il paese natale di Attilio Maccioni, Orosei, e si sono esibiti i musicisti Cinzia Ligas al flauto e Mario Murgia alla vihuela de mano. Oltre i due musicisti che hanno suonato e cantato diverse canzoni del repertorio sardo ma non solo, anche Eleonora Lussu ha dato un saggio della sua bravura con una canzone intitolata Badde lontana.
 |
| Mario Murgia con la vihuela e Cinzia Ligas |
 |
| Mario Murgia accompagna con la chitarra Eleonora lusso |
 |
| Enrica boy legge una poesia di Attilio Maccioni |
| |
 |
| Un momento della chiusura della cerimonia: ( Da sinistra: Paolo Maccioni, Stefania Adamu, Cinzia Ligas, Mario Murgia) |
Nel
corso della serata sono state lette le seguenti poesie:
Il
Re ( da “Paradiso perduto” pag. 25)
La
zia di paese ( da “ In giardini terreni” pag. 28)
La
sccatola di cartone ( da “ Amargura” pag. 11)
Attilio
Maccioni a Montanaru
Montanaru
a Attilio Maccioni
Tre
racconti del mio contadino ( da “ La mia terra è un’isola” pag. 112)
Ho
bevuto vino del mio paese ( da “In giardini terreni” pag. 54)
Paradiso
perduto ( da “ La mia terra è un’isola “ pag 67)
La
pietà ( da “ Amargura” pag. 65)
Cavalieri
di vento ( da “ Cavalieri di vento” pag. 63)
Mio
cuore ( da “ Cavalieri di vento” pag 43)
Sono stati eseguiti i seguenti brani musicali
Minuetto
- Anonimo XVI sec.: flauto e vihuela
Aperimi
sa jànna (popolare)
Green
sleeves - Anonimo XVI sec.: flauto e vihuela
Badde
lontana – testo di Antonio Strinna, musica Costa.
A
diosa - di Salvatore Sini e Giuseppe Raschel - (No potho reposare)
In
su monte 'e Gonàre ( popolare )
Schiaràzula
maràzula - di Giorgio Mainerio, XVI sec.: flauto e vihuela
|
Al termine della serata tutti presenti hanno ricevuto un piccolo dono e hanno brindato alla memoria di Attilio Maccioni.