
sabato 13 marzo 2010
Poeti con nome di donna

lunedì 8 marzo 2010
Poeti con nome di donna


Assessore Stefano Delunas - Simona Cossu con Annibale Rivero Soto


Katia Cardia ( bibliotecaria di Flumini) - presenze femminili


Presenze femminili - Eleonora Lusso canta - Enrica Boy legge
In questo vasto spazio temporale sono state inserite, tra le altre, poesie di Ildegarda da Bingen (letta da Gianna Masia) Teresa d'Avila ( letta da Luisa Contis) Marceline Desbordes Valmore Letta da Enrica Boy) Emily Dickinson (letta da Simona Cossu) Gabriela Mistral (letta da Annibale Rivero Soto e Simona Cossu) Margherita Guidacci (letta da Marina Piras) Cristina Campo (letta da Maria Carta).
Piacevole intermezzo alla manifestazione sono state le canzoni sarde cantate da Eleonora Lussu e l'offerta di mimose al pubblico femminile insieme con dolcetti della tradizione sarda.
La riuscita manifestazione, con le altre già effettuate e con quelle in programma per il prossimo futuro pone la Biblioteca di Flumini, insieme alla Parrocchia di Santa Maria degli Angeli di Flumini, all'avanguardia per la diffusione della cultura in quell'ampio territorio della costa di Flumini che dal Margine rosso arriva fino a Geremeas.
venerdì 5 marzo 2010
Biblioteca Comunale di Cagliari Via Newton

mercoledì 16 dicembre 2009
Buon Natale da Flumini

venerdì 20 novembre 2009
Lettera da Cagliari - "Una lettera d'amore"

sabato 24 ottobre 2009
Chiesa di San Luca a Su Forti
in alto: ricostruzione del forte originario)
Secondo alcuni Su forti, sorto forse sui resti di un nuraghe, era di dimensioni più ridotte. La parte triangolare potrebbe essere, per analogia con altre postazioni fortificate del XII secolo, quella più antica; ad essa si sarebbe aggiunto, intorno al XVII secolo, il settore rettangolare. Secondo altri, invece, la struttura fu edificata nei primi anni dell’800 per volontà del Genio Militare, come fortino di avvistamento in difesa della zona che, per la ricchezza dei terreni e le potenzialità economiche, era sempre stata oggetto di incursioni nemiche.
A partire dagli inizi degli anni sessanta il tratto di costa che va dal vecchio bivio per Muravera sino all'hotel Setar, un tempo disabitata e ricoperta da mandorleti, vigneti, e vegetazione spontanea, inizia a popolarsi sempre più. Tra le diverse necessità una era particolarmente sentita: rendere più facile e possibile la partecipazione alle varie funzioni religiose. Padre Leonardo Pisanu pensò di adibire "Su Forti" (la Fortezza), un fortino risalente alla fine del 1700, a luogo di culto. L'edificio, che aveva avuto un passato storico di notevole importanza era in condizioni fatiscenti tanto che era stata fatta richiesta, all'Intendenza di Finanza, di abbattere il rudere. Padre Leonardo il 25 gennaio 1972, inviava all'Intendenza di Finanza, la richiesta di concessione del fabbricato Su Forti. Dopo svariate vicissitudini, il 10 ottobre 1973, padre Leonardo, sostenuto e incoraggiato dai primi abitanti della zona, vinse, per £ 300.000, la licitazione privata indetta dall'Intendenza di Finanza. Il 21 dicembre 1974, mons. Bonfiglioli inaugurava con una solenne celebrazione la nuova chiesa dedicata all'evangelista San Luca. Su Forti, che per decenni era stato dimenticato e che aveva rischiato la demolizione, riacquistava valore e prestigio, grazie alla tenacia dei pionieri della zona. Si diede subito l'avvio ai lavori di restauro a totale carico degli abitanti e coordinati da un Comitato.
Poiché il Fortino si rivelò sempre più insufficiente il 30 luglio 1986 il Consiglio Comunale, deliberò di destinare un'area di mq 7781 alla realizzazione di una nuova Chiesa. Mons. Alberti presiedette la celebrazione della Dedicazione della chiesa il 9 giugno 2001.
Con l'aumento della popolazione crebbe ancora l'esigenza di avere non solo una chiesa più grande, ma una Parrocchia.
La nuova Parrocchia fu inaugurata il 7 dicembre 1985.
Nonostante la nuova chiesa, i parrocchiani sono rimasti molto affezionati al loro Fortino che considerano come la radice della loro storia.
lunedì 5 ottobre 2009
Maria Giovanna Melis poetessa di Flumini

Quando Maria Giovanna prende la penna e si appresta a lasciare sulla carta i segni della sua anima, forse le guida la mano qualcosa che non può descrivere appieno in modo preciso e concreto, e così prendono forma e parola i sogni che si porta dentro. Ed essi diventano luce e penombra, gocce e rugiada, nuvole e boschi, fiori e colori e il discorso si fa sempre più veloce e spontaneo e appaiono anche i ricordi, le ansie le paure i timori le angosce le sofferenze. Ma soprattutto la gioia: quella di vivere una vita appagante nonostante le faccia incontrare i turbamenti dell'amore, con le sue gelosie, paure e dispiaceri.
Maria Giovanna si esprime con i sentimenti dell'anima di cui tutti i suoi versi sono impregnati. Perciò la zia Lolly piange ogni volta che sente le sue poesie lette a memoria dalla piccola Barby, perchè in esse ritrova il suo cuore, quello stesso che esplode di felicità, e che grida all'infinito " voglio vivere per sempre".
(Mentre mandavo in pubblicazione questa breve recensione è stato presentato a Monserrato appena pochi giorni fa il terzo libro della Melis, La mela rossa. Auguri e complimenti alla poetessa)





